e-letter di Chiara Scuvera

5 anni di lavoro insieme: grazie al nostro straordinario territorio

Con l’approvazione dell’ultima legge di bilancio, ci avviamo al termine della legislatura. Sono stati 5 anni difficili, per il contesto politico e socioeconomico, ma anche entusiasmanti e di intenso lavoro, a Roma e sul territorio. Senza un confronto continuo con tutti voi e con il nostro territorio tutto questo non sarebbe stato possibile. Per questo ringrazio i cittadini e le cittadine, le associazioni, i circoli PD per le idee messe in campo, le critiche, lo stimolo a fare meglio. Difficile fare un bilancio di questi anni in poche righe. Possiamo però dire che ci avviamo a concludere il mandato, grazie alle risorse che i nostri Governi hanno stanziato rispondendo positivamente ai nostri atti parlamentari, con la bonifica dell’area ex FIbronit e i restauri alla Certosa di Pavia, con valorizzazione del relativo museo, in corso. Ce ne andiamo lasciando al Paese la legge contro il caporalato, la legge contro le dimissioni in bianco, il piano Industria 4.0, la legge sugli ecoreati, la legge sui piccoli Comuni, la legge sulle unioni civili, la legge sul fine vita e tanto altro. Dobbiamo fare meglio sulla riforma del lavoro (su cui credo si dovrà tornare) e riaprire il capitolo delle riforme istituzionali, sempre guardando al domani e alla contemporaneità.
Nel complesso in questa legislatura ho presentato 61 atti ispettivi e atti di indirizzo 17 ordini del giorno, che potete consultare Qui. I temi degli atti ispettivi sono stati vari: dalla bonifica dell’area ex Fibronit alle crisi aziendali (Merck, Cameron, Marvell), dal punto  nascita di Vigevano alla crisi idrica del Ticino fino al ponte della Becca. Negli atti di indirizzo ho posto temi oggetto della mia attività prettamente legislativa, come proponente (5 le mie proposte di legge) o come relatrice: dall’accesso dei minori alla mensa scolastica, al commercio equo e solidale, al congedo di maternità da ricongiungimento familiare per le donne migranti, al brevetto unitario europeo(cui l’Italia ha aderito), alla revisione degli studi di settore, alla conciliazione vita lavoro, alla disciplina dell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura.
Ho partecipato al 97.88% delle votazioni in Aula, oltre naturalmente al lavoro come componente delle commissioni Attività Produttive e Politiche Europee.
Si apre ora una fase decisiva per il Partito Democratico e per il territorio: non mancherà il mio contributo. E la prospettiva dev’essere quella di un progetto innovativo e inclusivo per le elezioni politiche del 2018.


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