Scuvera (PD), bene impegno del Governo su precari Irccs

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Il Governo si impegna a trovare una soluzione per la stabilizzazione dei ricercatori precari degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Lo ha affermato il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico rispondendo a un’interpellanza di cui sono cofirmataria insieme ad altri deputati del Partito Democratico.

Gli Irccs sono centri di eccellenza che fanno insieme cura e ricerca. Riconosciuti dal Ministero della Salute, sono 49, dei quali 21 di diritto pubblico e 28 di diritto privato. In Lombardia sono 18, compreso il San Matteo a Pavia considerato tra i migliori in Italia. Questi Istituti rappresentano il presente e il futuro della ricerca sanitaria in Italia. Fondamentale è la continuità dei finanziamenti e la stabilità dei ricercatori che,  purtroppo,  oggi sono assunti con contratti atipici, come borse, partite Iva, co.co.co.. Il Ministero della Salute ha fatto sapere di aver già avviato una rilevazione delle diverse figure professionali coinvolte nell’ambito delle attività di ricerca sanitaria. Sono state definite, infatti, le due distinte aree del personale di ricerca: l’area ricercatore e l’area professionalità della ricerca. È stata altresì avviata una ricognizione puntuale di tutto il personale di ricerca reclutato dagli Irccs per contratti di lavoro a tempo determinato atipici, quali co.co.co., co.co.pro., assegni di ricerca. Si sta delineando per tale personale un percorso di sviluppo professionale che, se concluso positivamente, permetterebbe l’ingresso nei ruoli del Servizio sanitario nazionale. Ora però, e questo abbiamo chiesto nell’interpellanza, serve fare un lavoro di concerto per verificare la compatibilità della disciplina del pubblico impiego e degli obiettivi della riforma della pubblica amministrazione con la soluzione prospettata dal Ministero della Salute.

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