Fanghi in agricoltura: servono regole nuove e certe

Una proposta di legge snella con cui si delega il Governo per il riordino, la modifica e l’integrazione delle disposizioni legislative vigenti in tema di utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura. L’ha presentata questa mattina la deputata PD Chiara Scuvera.

“Nel nostro Paese, in particolare in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, l’impiego dei fanghi in agricoltura si è diffuso fin dagli anni ’80, in collegamento alla gestione degli impianti di depurazione e trattamento delle acque reflue – dice Scuvera – Una pratica sulla quale si è espressa negli anni anche l’Europa ma che vede il nostro Paese in deficit di normativa. Per questo è importante una legge che faccia chiarezza”.

“Nello specifico si chiede l’aggiornamento delle soglie di ammissibilità delle sostanze già indicate, l’integrazione della lista di ammissibilità delle sostanze dannose, l’elaborazione di una classificazione dei ‪#‎fanghi‬ ammissibili al trattamento facendo riferimento ai codici del Catalogo europeo dei rifiuti, l’introduzione di specifici controlli sulle acque superficiali e sotterranee, l’adozione di norme che prevedano la modalità del contraddittorio nella gestione dei campioni prelevati per le analisi, rendendo altresì obbligatoria la produzione di certificati di analisi riferiti ai fanghi, ai terreni e alle acque -spiega Chiara Scuvera – E ancora l’emanazione di linee guida per armonizzare le norme di dettaglio previste dalle Regioni in relazione all’utilizzo dei fanghi in agricoltura, e l’istituzione presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di un albo nazionale per registrare i produttori di fanghi destinati all’agricoltura e il rafforzamento dei meccanismi di controllo sugli spandimenti”.

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