UE: l’Italia ha aderito al brevetto unico

L’Italia ha aderito ufficialmente al brevetto unico europeo: un’ottima notizia che mette il nostro Paese nelle condizioni di avere voce in capitolo sulla questione degli oneri amministrativi sui brevetti. Ringrazio il governo ed, in particolare, il sottosegretario Sandro Gozi per l’impegno davvero efficace, in coerenza con l’approvazione, in commissioni congiunte Politiche europee e Attività produttive, della risoluzione a mia prima firma sul brevetto unico europeo.

La stessa Commissione europea ha visto l’adesione dell’Italia come un importante passo in avanti, in quanto l’Italia è il quarto mercato in Europa in termini di brevetti approvati. E ha comunicato che per le società italiane l’adesione al brevetto unico significherà un risparmio di tempo e costi per ottenere i brevetti.

A metà ottobre l’Italia siederà per la prima volta nel selected committee degli Stati membri aderenti, che sta scrivendo le regole del nuovo meccanismo, e, soprattutto, sta studiando come ripartire gli oneri finanziari tra i diversi Paesi. Resta ancora la parte relativa al Tribunale unificato brevetti: finora, 8 paesi hanno aderito (Austria, Francia, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Malta, Portogallo e Svezia), e ora la Commissione europea chiede che anche gli altri paesi, fra cui l’Italia, ratifichino al più presto tale sezione, in modo che l’intero pacchetto del brevetto unico possa essere operativo entro la fine del 2016.

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