Modifica dell’articolo 416/ter sullo scambio politico-mafioso

Ieri abbiamo approvato la modifica dell’articolo 416/ter in materia di scambio elettorale politico-mafioso, che prevede la perseguibilità dello scambio elettorale anche nel caso di altre utilità per le parti coinvolte e non solo di erogazione di denaro.  La battaglia per l’approvazione della modifica dell’articolo del Codice Penale è stata promossa da Libera e dal Gruppo Abele con la campagna Riparte il Futuro con oltre 270.000 cittadini firmatari della petizione nonché 302 parlamentari aderenti che hanno così ottenuto il Braccialetto Bianco, simbolo della campagna. Sono orgogliosa di aver aderito fin dalla campagna elettorale e di far parte dell’Intergruppo parlamentare dei Braccialetti Bianchi che vuole portare avanti la lotta alla corruzione. Sono fiduciosa che si arrivi all’approvazione definitiva della modifica entro l’estate.

Qui  potete leggere la dichiarazione di don Luigi Ciotti, promotore della Campagna Riparte il Futuro:
«L’approvazione del nuovo 416ter sullo scambio elettorale politico-mafioso è, sotto tre diversi aspetti, un piccolo ma significativo passo avanti.
L’aspetto tecnico: la norma finalmente estende la perseguibilità del reato, oltre che allo scambio di denaro, ad altre “utilità”.
L’aspetto culturale: viene implicitamente riconosciuto che la corruzione è un problema di democrazia, di vuoto di diritti colmati con la sottocultura della raccomandazione, del favore, del privilegio, dell’abuso.
L’aspetto sociale e politico: è il frutto di una collaborazione fra la società responsabile – gli oltre 270mila cittadini che hanno firmato la petizione della Campagna Riparte il Futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele per un più serio contrasto alla corruzione – e quella parte di politica seria che ne ha accolto e promosso l’appello.
Si tratta ora di procedere su questa strada, perché i passi da fare sono ancora molti. Con una certezza: che quando si uniscono le forze – e ciascuno, nel suo ambito, fa la sua parte – si costruisce cambiamento. È sempre il ‘noi’ che vince».

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